Roma al Cinema, da Rossellini a Jeeg Robot

Roma al Cinema

Quanti titoli vi vengono in mente, se vi chiediamo di pensare a film girati a Roma?
Sicuramente anche il meno cinofilo dei lettori ne penserà subito almeno un paio.

Roma e il cinema, del resto hanno da sempre avuto un feeling privilegiato, non a caso l’ultimo Oscar vinto come miglior film è una celebrazione dei mille ambigui volti della sua Grande bellezza. In questo post ci limitiamo a citare alcuni film italiani ambientati a Roma.

Dimmi a che film pensi e ti dirò chi sei?
La Roma del cinema non è infatti solo la Città aperta rosselliniana, o le povere periferie pasoliniane ricche di umanità  di Accattone o Mamma Roma.

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Franco Citti in Accattone, 1961

Nel filone della commedia all’italiana classica un must sono la Roma dei Soliti ignoti, quella papalina del Marchese del Grillo/Alberto Sordi e del Pasquino/Nino Manfredi in Nell’anno del Signore di Magni.

 

 

Particolare è il modo con cui Roma viene raccontata negli anni di piombo: la svolta comica nel genere polizziottesco (polizieschi all’italiana) di Umberto Lenzi, trova una chiave più leggera per rapportarsi a quei controversi anni dando vita alla saga der Monnezza. La coppia Milian-Bombolo icona della romanità (sebbene il primo fosse cubano) permette di ridere di un mondo trucido dominato dalla malavita e in cui vigge la legge del più forte.

Sempre negli anni ’70, l’horror di Dario Argento trova invece nel quartiere Coppedé una location unica al mondo in cui ambientare opere come L’uccello dalle piume di cristallo.
Originalissimi e degni di interesse sono tre film contempornei, di giovani registi, in cui Roma e la romanità giocano un ruolo da protagonista: Smetto quando voglio, Lo chiamavano Jeeg Robot e Brutti e Cattivi (ancora nelle sale mentre scriviamo).

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Lo chiamavano Jeeg Robot, 2015

Di base c’è per tutti un “what if” riuscitissimo giocato sul binomi identità romana e immaginario contemporaneo postmoderno: cosa succede se trasferisco braking bad nella Roma contemporanea fatta di brillanti laureati  dequalificati che vivono da sfruttatti le periferie? Cosa succede se do i poteri da supereroe Marvel a un ladro senza morale di Tor Bella Monica? Cosa succede se metto antieroi alla freaks in una commedia-thriller di rapina alla Guy Ritchie ambientata tra Tor di Nona, la Vela di Calatrava e la Svizzera? Se volete le risposte…gustatevi queste tre commedie.

Decisamente agli antipodi del mondo borgataro del Monnezza e degli psicopatici del re dell’horror nostrano, si pone la Roma felliniana del boom: La dolce vita crea quella che ancor oggi è l’idea più radicata che si ha di Roma nell’immaginario di tutto il mondo;  chi non ha mai sentito pronunciare l’invito “Marcello come here” di Anita Ekberg nella fontana di Trevi?
Viene naturale porre in ideale dialogo, questa visione di Roma, con il già citato La grande bellezza di Paolo Sorrentino, poiché entrambi osservano con personalissimi occhi la decadente alta borghesia romana immersa in lussuosi scenari carichi di arte e storia che stridono con una grettezza umana di cui Roma si fa simbolo.

Davvero degni di menzione sono tre film ambientati sul ‘mare di Roma’, OstiaCasotto (Sergio Citti), Amore Tossico e Non essere Cattivo (Claudio Caligari). Un capitolo a parte andrebbe dedicato a tre idoli del pantheon del cinema romano: Sordi, Verdone e Moretti. E altrettanto spazio meriterebbe il cinema di Ettore Scola di cui ci limitiamo a citare tre titoli e tre luoghi storici di Roma: Dramma della Gelosia che ha come perno i mercati generali, Brutti sporchi e Cattivi che ruota intorno al suggestivo degrado di Monte Ciocci da cui si ammira il Cupolone e Una giornata particolare ambientato nei palazzi Federici, icona dell’edilizia popolare fascista.

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Brutti, sporchi e cattivi, 1976

Ma poi c’è anche la Roma vista dagli altri. Il cinema americano, in particolare, che ha contribuito a creare il mito delle vacanze romane e che ha anche trovato in Roma esotici set per blockbusters come James Bond o Angeli e Demoni.
Prossimamente ci dedicheremo proprio ai film girati a Roma da registi non italiani.

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