Il Santuario di Portonaccio a Veio

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Tra i siti di maggior interesse che facciamo visitare a Veio c’è sicuramente il Santuario di Portonaccio di cui vi parliamo in questo articolo.

Uno dei luoghi più antichi e venerati dell’Etruria, il Santuario di Portonaccio costituisce ancora oggi la testimonianza più evidente della grandiosità della città di Veio e della religiosità del suo popolo.
Posto al di fuori della cinta urbana su un ripiano naturale a picco della valle percorsa dal Fosso della Mola (affluente dell’antico Cremera), il santuario racchiude il più antico e il più notevole esempio di edificio tuscanico finora conosciuto.

IMG_3305Il tempio era a struttura rettangolare, orientato a SE e misurante m 13,25 × 8,07 esternamente. La facciata è completamente distrutta e i resti sono stati malamente danneggiati da tarde cave di pietra. È possibile tuttavia stabilire che l’area della cella era divisa longitudinalmente da due muri interni. Questo fatto è stato generalmente interpretato come testimonianza di un tempio a triplice cella di tipo convenzionale, ma i resti potrebbero documentare altrettanto bene una pianta con un’unica cella, disposta contro il muro posteriore di un recinto a forma di cortile.

Al centro di un’area lastricata, circa 30 m ad E del tempio e leggermente obliquo rispetto al suo asse, si eleva l’altare, preceduto da due gradini, con la fossa dei sacrifici, sotto la quale ne venne messa in luce un’altra, più antica. Nel lastricato sono intagliati alcuni pozzi rituali e un elaborato sistema di canalette in relazione con una grande cisterna confinante col fianco N del tempio.Veio Portonaccio RomaVerso

L’estremità orientale è occupata da un ambiente rettangolare, del quale si conserva il lato S col muro di sostruzione, ambiente da cui proviene ingente materiale ceramico e un gruppo di iscrizioni. Che sia esistito fin da epoca arcaica un santuario in questo luogo è dimostrato dai depositi votivi; esso tuttavia può essere stato solo un tèmenos aperto, giacché le più antiche terrecotte architettoniche sono del tardo VI secolo. Probabilmente, nella sua forma attuale, tutto il complesso, con altare e tèmenos citato, sia databile al 500 circa.

21191992_10214343245361098_4030397816370739809_nA questa datazione appartiene anche il complesso di statue in terracotta dipinta, intere e frammentarie, ora al Museo di Villa Giulia. Le statue sono circa a grandezza naturale; di esse, una intera si interpreta come Apollo, una frammentaria, priva del capo, come Ercole col piede su una cerva, una, di cui è conservata solo la testa e la parte inferiore del corpo, come Hermes; inoltre è stato ricostruito quasi per intero il simulacro di una dea col bambino.

Per alcune di queste figure superstiti è accertato un reciproco rapporto nell’ambito di una composizione che si è interpretata come Apollo ed Ercole in lotta per la cerva sacra di Delfi, e forse alla scena partecipa anche Hermes. 21106802_10214343245481101_9148435060634550158_nÈ dubbio però se sia da comprendere anche la figura femminile, che sembra piuttosto far parte di un gruppo di Latona e Apollo che fugge davanti al pitone.
I gruppi erano visibili di profilo, come un altorilievo. Furono interpretati dapprima come decorazione di frontone, come acroteri del tempio, o come composizioni votive estranee alla decorazione del tempio. Ma la ricostruzione, da frammenti, delle basi delle statue, in forma di cassetta aperta ad arco nella parte inferiore, ha permesso di precisarne  la collocazione, e cioè sarebbero state adattate sul grande trave longitudinale del tetto del tempio (columen).

Veio Portonaccio RomaVersoOltre a queste citate, l’area ha restituito altri frammenti di statue di proporzioni e tecniche diverse, tra le quali è da ricordare un torso nudo maschile, forse inserito in un trono o in una quadriga.

Alla decorazione del tempio appartengono anche le numerose terrecotte architettoniche messe in luce dagli scavi: tegole di gronda con motivi dipinti in bianco, rosso e nero, a meandro, a zigzag, a fasce di rombi; antefisse raffiguranti menade, sileno, Gorgone; terrecotte templari di prima fase, contrassegnate da lettere per facilitarne la messa in opera; di seconda fase con cornici traforate, lastre terminali del coronamento; lastre di rivestimento della trabeazione.

 

Località Isola Farnese (Portonaccio)
Via Riserva Campetti – Cap. 00123
Ingresso: € 2,00 intero; € 1,00 ridotto

 

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