Palestrina e il tempio che ispirò Roma

Palestrina è un paese a sud di Roma che sorge sul Monte Ginestro (752 m), una delle alture dei monti Prenestini.
Dionigi di Alicarnasso ci dice che essa era una delle città del Latius Vetus che costituirono la Lega Latina con cui Roma alternò momenti di alleanza e di scontri.
Il nome antico di Palestrina è proprio Praeneste: la città che per la sua importanza fu collegata all’Urbe dalla strada consolare che ancor oggi si chiama proprio via prenestina.

                          

Il Santuario della Fortuna e Palazzo Colonna Barberini

L’importanza di Palestrina risulta chiara dal più famoso dei suoi siti archeologici: il Santuario della Fortuna Primigenia.
Secondo le leggende, il culto della dea Fortuna, era stato introdotto a Roma dal re Servio Tullio che ne era l’amante o, in base ad altre versioni, suo figlio.
Nonostante la datazione del santuario risalga al II a.C. diverse statue votive e altri reperti attestano che la dea venisse qui venerata già dal IV a.C..
La costruzione di questo luogo rappresenta quindi l’acme per una città arricchitasi con i commerci verso la Grecia e l’oriente. Non a caso, è proprio il ceto mercantile, che metteva costantemente a repentaglio la propria sorte e le proprie finanze, ad aver finanziato la costruzione del luogo sacro alla dea.

L’architettura di questo luogo e la sua imponenza rivelano lo stretto legame tra Palestrina e il mondo ellenistico orientalizzante: l’architetto che lo realizzò conosceva molto bene il Santuario di Atena Lindia di Rodi e diede prova di grandi capacità costruttive oltre che estetiche.
Ha infatti armonizzato e fuso la struttura con il monte Ginestro sfruttando un sistema a sei terrazze: le prime due, alla base, permettevano l’accesso dal foro cittadino che si stendeva ai suoi piedi. Risulta quindi chiara la valenza simbolica oltre che pratica di questo assetto urbanistico in cui il commercio e la sacralità si fondevano in modo indissolubile.

Nella quarta terrazza si trovava la statua di Fortuna che allattava Giove e Giunone bambini e il pozzo sacro da cui un fanciullo estraeva le sortes, lettere in legno ricomposte per dare responsi.  il culto di Fortuna, madre originaria, era molto sentito dalle donne e in particolare dalle partorienti. Proprio in virtù del rituale delle sortes, qui era celebrato anche Iuppiter puer, Giove bambino. L’attributo “primigenia” dato alla divinità ha un duplice valore: la identifica sia come la primogenita di Giove sia come la madre di tutte le cose, tant’è che è lei stessa ad allattare il padre degli dei ancora neonato.

La terrazza più elevata, la sesta, aveva un’originale forma a “U” con un doppio ordine di colonne corinzie. Sul fondo di essa vi era una cavea e si trovava il tempio circolare dedicato alla dea.
Tra l’XI e il XII sec., in corrispondenza di questo punto, i Colonna hanno realizzato il loro palazzo signorile.
Il palazzo Colonna Barberini, ora sede del Museo Archeologico Prenestino,deve l’attuale nome al fatto che nel 1630, esso (così come l’intera Palestrina) passò sotto il controllo dei Barberini.

Palazzo Colonna Barberini, Palestrina

L’architettura del santuario di Fortuna, nei secoli ha ispirato diversi progetti tra cui il Belvedere Vaticano del Bramante e il Vittoriano di Giuseppe Sacconi.

Giovanni Pierluigi da Palestrina

Giovanni Pierluigi da Palestrina

Palestrina è anche una città fondamentale per chi ama la musica classica.
Giovanni Pierluigi da Palestrina è considerato infatti il più importante compositore del Rinascimento.
Nasce in questa città nel 1525 e anche grazie alla salita al soglio pontificio del vescovo di Palestrina Giovanni Maria del Monte (Giulio III), si imporrà nella creazione di musica sacra componendo 104 messe, un vero record senza eguali tra i suoi contemporanei.

A lui è dedicata una statua posta nella Piazza Regina Margherita, dove si vedono i resti dell’antico foro di Preneste.

Una targa è invece posta all’ingresso della sua casa natale dove ora è presente la Fondazione Giovanni Pierluigi da Palestrina.

 

 

Statua del Palestrina, foro prenestino

Heinrich e Thomas Mann

A Palestrina soggiornarono anche Heirich e Thomas Mann e a quest’ultimo è dedicata la via in cui si trova la pensione per stranieri che li ospitò nell’estate del 1896 durante il loro Grand Tour.

Come detto anche nel pannello illustrativo del Comune, i due fratelli tedeschi, entrambi scrittori, scelsero Palestrina come meta per ritrovare se stessi, suggestionati dalle recenti scoperte archeologiche.

Palestrina ha un ruolo importante in alcune delle maggiori opere di Thomas Mann tanto che nel Doctor Faustus, Adrian stringe il patto con il diavolo proprio qui e nella Montagna Incantata molte descrizioni dei paesaggi riecheggiano proprio i luoghi che Heinrich e Thomas poterono visitare sui monti prenestini,

Palestrina è un luogo di storia e arte e storia capace con le sue bellezze di animare miti antichi e moderni.

 

 

 

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