Aeroporto di Centocelle, Quando Roma iniziò a volare

L’aviazione nella Grande Guerra

Il 4 novembre 1918 l’Italia metteva la parola fine alla lunga guerra che l’aveva vista impegnata contro il nemico Austro-ungarico.
Dopo la disfatta di Caporetto sembrava impossibile raggiungere un simile risultato eppure sul trattato stipulato la sera del 3 novembre, Armando Diaz aveva potuto scrivere:  «I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza».

Volantino interventista del volo di D’Annunzio

L’aviazione aveva rivestito un ruolo determinante nel corso di quella che presto si era rivelata una logorante guerra di trincea.
Fin dall’inizio si era capito che bombardieri, ricognitori e caccia sarebbero stati un’importante risorsa per alterare le situazioni di stallo.
Già nel 1915 erano diventate celebri le incursioni aeree di Gabriele D’Annunzio prima con lanci di volantini interventisti e poi con spericolate missioni.

Il Flyer di Wilbur Wright

Wilbur Wright a Centocelle, il primo volo

La storia dell’aviazione italiana all’alba del conflitto era però nata da appena sei anni. Il 19 aprile 1909, infatti, per la prima volta un aereo si alzava in volo nei cieli italiani.
Questo giorno memorabile ha per teatro l’aeroporto di Centocelle e tra i suoi protagonisti un nome illustre: Wilbur Wright.
Proprio quel Wright che nel 1903, con il fratello Orville, creando la prima macchina volante, aveva realizzato uno dei più grandi sogni dell’uomo.

Il geniale americano era stato dunque ingaggiato per formare il tenente di vascello Mario Calderara e il tenente del Genio Umberto Savoia. Wilbur Wright, accettato l’incarico, aveva portato in Italia il suo mitico “Flyer” trasportandolo in treno da Parigi.
Il pianoro di Centocelle a Roma, quartiere periferico del quadrante sud-est, si era così trasformato in un luogo chiave per la storia dell’aviazione.
Dal 15 al 26 aprile l’aviatore statunitense ebbe modo di far conoscere la sua portentosa invenzione insegnandone i segreti tecnici agli italiani. Sebbene, come detto, le dimostrazioni partirono il 15, la data ufficiale del primo volo è quella del 19 aprile. Fu infatti solo allora che il Flyer si alzò dal suolo spinto dal motore senza aiuti manuali.

Cliccando su questo link è possibile vedere immagini di uno di questi voli: Volo di Wilbur Wright a Centocelle.

Carlo Mercuri, in un articolo del Messaggero scritto nel 2009 per il centenario dell’aeroporto di Centocelle ricorda lo scalpore che suscitò la presenza a Roma di Wilbur Wright:

«Tutti volevano provare a volare con Wilbur Wright. In pochi giorni l’ebbrezza del primo volo fu concessa all’ex presidente del Consiglio Sidney Sonnino, all’ammiraglio Mirabello ministro della Marina, al duca di Gallese e al principe Doria. Ad assistere alle evoluzioni giunsero anche il Re e la Regina Margherita.».

Regia Aeronautica nel 1924 a Centocelle

Fu così che i due tenenti, Mario Calderara e Umberto Savoia divennero i primi aviatori italiani.
Il primo brevetto fu quello di Calderara che a Centocelle fondò anche la scuola per aviatori dove ben presto sorsero 7 hangar.
Inoltre, da qui partirono nel 1920 gli aerei che volarono nella tratta sperimentale da Roma a Tokyo. Dai 12 secondi di volo con 36 metri percorsi del 1903 dai Wright, la tecnologia aveva fatto passi da gigante.

Lawrence D’Arabia a Centocelle

Sempre Mercuri, nel suo articolo del 2009, ci ricorda che l’aeroporto di Centocelle ospitò anche un altro nome illustre: Lawrence d’Arabia. Qui l’eroe britannico compì un tragico atterraggio di fortuna in cui morirono due compagni di volo.

Un’ultima curiosità si lega ai giorni trascorsi da Wilburn Wright a Centocelle. La proprietaria di quei terreni individuati per far volare il Flyer, era la contessina Mary Macchi di Cellere. La nobildonna, incuriosita dall’aviatore americano, l’aveva invitato a cena da lei. Per ricambiare, ricevette da Wilbur Wright l’invito a volare sul suo Flyer.
Fu quindi lei la prima donna italiana a volare.

Roma, in quei giorni del 1909, spiccava letteralmente il volo verso la modernità.

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