Ben-Hur a Roma, da Cinecittà a Tor di Valle

Ben-Hur e la mitica corsa delle (non) bighe

Cinecittà, il Circo di Massenzio e Tor di Valle sono i luoghi di Roma a cui si lega la mitica corsa delle quadrighe di Ben-Hur.
Il capolavoro di William Wyler del 1959 è ancor’oggi uno dei Kolossal più famosi al mondo e gli 11 Oscar conquistati sono un record eguagliato solo da Titanic (1997) e dal Signore degli anelli, il ritorno del re (2003).

Questa pellicola della Metro Goldwin Mayer narra le gesta dell’ebreo Judah Ben-Hur (Charlton Heston) ed è ambientata al tempo di Gesù.
Sebbene le vicende si svolgono in Giudea, le location in cui sono ambientate le riprese sono per noi tutt’altro che esotiche.
La MGM decise infatti di girare Ben-Hur proprio a Roma e gli studi di Cinecittà furono per circa un anno il cuore pulsante del cinema mondiale.
Le riprese non interessarono solo gli studi della capitale ma anche altre località laziali come Arcinazzo, Monterano e Fogliano.

Roma resta però il luogo più emblematico, nel bene e nel male, in cui la troupe di Ben-Hur legherà le intense vicende della sua lavorazione.
Quando Sam Zimbalist, produttore di Quo Vadis nel 1951, aveva accettato un milione di dollari non avrebbe mai potuto immaginare che i travagli organizzativi per girare nella città eterna lo avrebbero distrutto.
Per le difficoltà di girare Ben-Hur a Roma, il grande produttore finirà infatti col morire di infarto prima che il film sia ultimato.

A cosa si lega la tragica fine del produttore e il grande stress di tutta la troupe?
Senza dubbio, in buona parte proprio alla scena destinata a restare nell’immaginario del grande pubblico travalicando i decenni: la corsa delle “bighe”.
L’emozionante scena dura più di mezz’ora ed è così celebre che molti la citano senza nemmeno averla vista.
Basterebbe infatti vederne un piccolo frammento per rendersi conto che quelle che la vulgata tramanda come bighe sono infatti delle quadrighe.

La statua di Cinecittà; una corsa e tante location

Guardando la scena della mitica corsa, inoltre, chi sia passato almeno una volta per Via Quinto Pubblicio (parallela della Tuscolana che costeggia gli studios) o chi  li abbia visitati, potrebbe facilmente riconoscere la statua che svetta al di sopra del muro di cinta.
Due statue molto simili a quella che si ammira ora anche dall’esterno degli studios, segnalavano i punti intorno a cui le quadrighe dovevano girare.

La mitica corse delle quadrighe impegnerà il regista William Wyler per ben tre mesi e uno dei più grandi problemi sarà proprio legato alla scelta della location in cui ambientare la gara più sensazionale della storia del cinema.
Inizialmente la produzione e il regista erano certi di poter girare al Circo Massimo. Tutto era prono e la troupe si apprestava a installare le scenografie, quando la sovrintendenza cambiò idea e fermò i lavori.

Wyler e il produttore Zimbalist trovano allora ripiegarono sul Circo di Massenzio, adiacente l’omonima Villa nel parco dell’Appia Antica.
Stavolta le riprese iniziano ma dopo poco il regista decide di cambiare ancora perché lo spazio non è adatto ai suoi ambiziosi progetti.
La scena immaginata da Wyler ha bisogno di ambienti più grandi per rendere giustizia al progetto epico che ha in mente.
Anche dal punto di vista logistico, l’impiego simultaneo di numerose telecamere, le moltissime comparse e i numerossimi tecnici impiegati hanno bisogno di un ambiente che deve soddisfare al cento per cento il regista.
Per questo motivo si decide di trasferire ancora una volta il set e di allestirlo a Tor di Valle dove si sta costruendo l’ippodromo.
Questa location di Roma sembra quella giusta: finalmente la scena più estrema e ardita su cui Ben-Hur ha deciso di puntare tutto può prendere vita.

Una delle statue che accovacciate stringevano uno scudo e un bastone, alla fine degli anni Novanta, è stata riadatta ed è diventata il simbolo di Cinecittà. Ora stringe la fiaccola formata da una pellicola su cui si legge la scritta “La città del Cinema“.
Un video dell’istituto LUCE mostra bene le immagini del circuito in cui si sfidano le quadrighe: https://www.youtube.com/watch?v=UzX3otkq09M

Soldati, Buzzanca e Leone

Le curiosità legate alla travagliata storia della corsa delle quadrighe non riguardano solo le location.
Anche i nomi degli uomini impegnati nella sua realizzazione sono curiosi e inaspettati.
William Wyler si avvalse infatti di due aiuto registi accreditati per curare le squadre di supporto e coordinare le molte telecamere disposte a ogni angolazione.
Oltre a Yakima Cannutt, celebre stuntmann e padre della controfigura di Charlton Heston, l’altro regista era il nostrano Mario Soldati il cui nome si lega a film di tutt’altro genere come Piccolo mondo antico (1941).
Un altro pesce fuor d’acqua che appare come comparsa è Lando Buzzanca.  L’attore palermitano è uno dei condannati della galea. Il suo volto diventerà celebre in Italia qualche anno dopo grazie soprattutto alle commedie sexy.
Tra i grandi italiani non accreditati viene inoltre segnalato Sergio Leone.
Il grande regista con i suoi spaghetti western saprà poi coniugare al meglio il mondo americano e lo stile tricolore di matrice romana rilanciando il nostro cinema.

Se vuoi sapere di più di questo luogo clicca su questo link: http://www.romaverso.com/2017/10/26/roma-al-cinema/

 

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