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  5 INUSUALI “MUSEI” DI ROMA

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A Roma, ti basta fare una buca in terra che trovi qualcosa di antico!
Potrebbe sembrare una frase fatta degna della pagina facebook Le più belle frasi di Osho, ma tutti i romani sanno che è davvero così.
Quante città possono infatti vantare un’area archeologica in un McDonald o all’Ikea?

C’è chi storce il naso disgustato, chi allarga le braccia e afferma che è così che vanno le cose ed è meglio far costruire le grandi catene se lo Stato non ha i soldi; infine c’è chi apprezza con ottimismo questo singolare connubio tra globalizzazione e Storia.

Possiamo essere favorevoli o contrari ma pensate che sorpresa per un turista russo o americano andare alla Rinascente e ammirare il ritrovamento dell’acquedotto dell’aqua virgo all’interno di un complesso cittadino!

Questo è il più recente e clamoroso esempio di musealizzazione di un’area archeologica scoperta durante la costruzione di un’area commerciale, ma ce ne sono anche altri:

  1. McDonald’s di Frattocchie – Il McDonald che sorge nell’area dell’Appia Antica tra Roma e Marino, iniziato nel 2014, ha rivelato il basolato ottimamente conservato di una via di raccordo con l’antica strada consolare, dove un tempo sorgeva Boville, centro abitato poco fuori dalle mura dell’antica Roma. Mcdonald’s per poter proseguire i lavori ha dovuto realizzare un’area museale gratuita aperta a tutti. Il pavimento del fast food è trasparente e permette di ammirare lo scavo sottostante. È possibile anche scendere al livello del basolato dove si possono consultare dei pannelli didattici. 

     

  2.  Ikea di Anagnina – Il colosso svedese dei mobili sorge in un area agricola ricca di reperti stratificati dall’età arcaica al medioevo. Quello di Anagnina, fu il primo Ikea ad aprire a Roma nel 2000. Sotto, a livello del parcheggio si possono ammirare i Dolia, contenitori per olio e altri alimenti, e i resti di un’antica strada su cui sono evidenti anche i segni del passaggio di carri. 

     

  3. Stazione Termini – Le dimensioni del luogo e la vicinanza già al centro storico, fanno passare più inosservati  questi reperti, musealizzati dentro la stazione Termini e non ottimamente valorizzati. Ma se, prima di prendere il vostro treno, decideste di comprare un regalo da Sephora, potreste ammirare, proprio di fronte l’ingresso, i resti del Muro di controscarpa dell’agger serviano, la prima cinta muraria del VI sec. 

     

  4. Aqua Virgo alla Rinascente – La già citata Rinascente tra Via dei Due Macelli e Via del Tritone è stata inaugurata il 12 ottobre ed è ormai celebre per il grande lavoro di musealizzazione che qui è stato realizzato; l’obiettivo è stato valorizzare l’acquedotto edificato da Agrippa e Augusto. In questo sito sono state impiegate le più avanzate tecnologie per consentire un’adeguata fruizione da parte del pubblico.

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  1.  Galleria Commerciale Porta di Roma, Bufalotta – Chiudiamo questo elenco di zone musealizzate in luoghi commerciali, con una musealizzazione ‘fantasma’.
    In rete è infatti possibile imbattersi in molti articoli di anni precedenti che denunciano il mancato rispetto degli impegni di musealizzazione di un’area ricca di tombe di diverse epoche, basolati, villae e tanto altro.
    Di questo infinito patrimonio archeologico, la maggior parte è stato rinterrato e i pochi resti riportati alla luce non vengono adeguatamente valorizzati dal centro commerciale che aveva il dovere di creare aree consone alla loro fruizione e conservazione.

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Fortunatamente, come visto, quest’ultimo esempio negativo,  ha, come contraltare altri casi di segno opposto. Resta il fatto che la musealizzazione in contesti commerciali fa sempre molto discutere. E voi che cosa ne pensate?

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