AccaddeOggi,  Arte e cultura

Le pietre d’inciampo: la memoria urbana della Shoah

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un sì o per un no.
(Primo Levi, “Se questo è un uomo”)

f7e7900051a46928253e9b4d46a868e2Le pietre d’inciampo, Stolpersteine, sono legate al progetto dell’artista tedesco Günter Demnig che dai primissimi anni ’90 dedica il suo lavoro alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni naziste: ebrei, politici, militari, rom, omosessuali, testimoni di Geova, disabili.

L’iniziativa ebbe inizio nella città tedesca di Colonia, nella quale l’artista era stato invitato per una installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti. All’obiezione di un’anziana signora secondo la quale a Colonia non avrebbero mai abitato rom, l’artista decise di iniziare il suo percorso alla ricerca di quanti erano stati vittima delle deportazioni antisemite, di qualsiasi genere. Dal 1993 al 2017 sono state installazione più 56 000 “pietre” in vari paesi europei.

L’artista sceglie il marciapiede prospiciente la casa in cui hanno vissuto i deportati e vi installa altrettante “pietre d’inciampo”, sampietrini del tipo comune distinguibili solamente per la superficie superiore,  di ottone lucente. Su di esse vengono incisi: nome e cognome del/lla deportato/a, età, data e luogo di deportazione e, quando nota, data di morte. Gunter-Demnig-–-Stolpersteine-Roma-3Il giorno e l’ora della collocazione delle pietre è annunciata agli inquilini da una lettera del Municipio in cui si spiega che il progetto vuole “ricordare abitanti del quartiere uccisi e perseguitati dai fascisti e dai nazisti, deportati, vittime del criminale programma di eutanasia o oggetto di persecuzione perché omosessuali”.

A Roma Demnig giunge per la prima volta nel 2010, in occasione della Giornata della Memoria con la posa delle prime 30 Stolpersteine.  L’inciampo non è fisico ma visivo e mentale, costringe chi passa a riflettere, porta gli attuali abitanti della casa a ricordare quanto accaduto in quel luogo e a quella data, intrecciando il passato e il presente. Gli Stolpersteine sono un segno concreto e tangibile, ma discreto e antimonumentale, che diviene parte della città, a conferma che la memoria non può risolversi in un appuntamento occasionale e celebrativo, ma costituire parte integrante della vita quotidiana.

Pietre-dinciampo.jpg
“Le pietre d’inciampo”, una volta installate, diventano parte integrante del tessuto urbano, della sua toponomastica. Una mappa urbana dove passato e presente, individuo e collettività,  memoria privata e memoria pubblica , si intrecciano.
Chiunque inciampi oggi in un sampietrino non può non soffermarsi, riflettere e interrogarsi su ciò che è stato attivando un vero e proprio viaggio nella storia.

I link rimandano rispettivamente al sito di Roma a Piedi nel quale è presente una mappa con l’esatta collocazione delle pietre d’inciampo a Roma e i nomi dei deportati e al sito Arte in Memorie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *