Un Samurai dal Papa

Un Samurai da Paolo V

Un Samurai dal Papa; potrebbe sembrare il titolo di un B movie d’azione e invece si tratta di Storia.
Per quanto curiosa possa sembrare questa è infatti la storia della diplomazia nel XVII secolo e di Hasekura Tsunenaga.
Tsunenaga era un samurai al servizio del Date Masamune che nel 1615  incontrò Papa Paolo V in veste di diplomatico.
Più di quattrocento anni fa, nonostante l’immenso divario di costumi e tradizioni, riuscì a sancire un inedito legame tra lo Stato Pontificio e il Giappone.

Il mondo occidentale aveva infatti sempre faticato a penetrare una cultura millenaria molto solida e decisa a preservarsi da influenze esterne.
Prima i gesuiti e poi i francescani, alla fine del Seicento, erano però riusciti a convertire al cattolicesimo molti giapponesi.
Fu proprio per arginare quest’azione che nel 1597 lo Shogun giustiziò molti dei missionari e dei giapponesi convertiti alla nuova religione.
Inevitabilmente, ciò ruppe i già flebili rapporti tra lo Stato della Chiesa e il paese del Sol Levante.
Alcuni anni dopo però, per inserirsi nelle nuove rotte commerciali, sarà proprio il Giappone a tentare il riavvicinamento con il mondo Occidentale.

L’uomo scelto per questo compito era il samurai Tsunenaga. In un vero e proprio tour diplomatico, sarebbe andato nelle corti europee più prestigiose per ricucire dei legami che sembravano ormai compromessi.

Prima di giungere da Paolo V, Tsunenaga era infatti passato in Spagna e in Francia. Lo scopo di questi viaggi era quello di ottenere concessioni commerciali per  le colonie sudamericane e in particolare verso il Messico.
Senza il beneplacito del Papa, però, non sarebbe stata possibile nessun accordo con gli altri Paesi occidentali.
Fu così che Tsunenaga, il 3 novembre 1615, con la sua delegazione, divenne il primo orientale a esser ricevuto in udienza nello Stato Vaticano.
E sempre per questo motivo, la sua statua campeggia oggi a Civitavecchia. Qui infatti, il 18 ottobre, era approdato per compiere la missione Keicho, dal nome della dinastia al potere.

Grazie alle sue abilità di mediatore, Tsuenaga, saprà presto conquistare la stima di Paolo V ottenendo persino la cittadinanza onoraria romana.
La sua missione dal Papa si concluse il 4 gennaio 1616.
Nonostante gli attestati di stima, il Papa rimetterà la decisione sulle colonie al Re di Spagna e Tsunenaga non otterrà appieno quanto sperato.

L’eroe di tre mondi

Il suo passaggio però viene ricordato anche in Spagna e in Messico.
Giunto a Sanlucar de Barrameda già il 5 ottobre 1614, la lascerà, dopo la permanenza romana, nel giugno 1616 per far rotta verso il Messico.
Nel villaggio Sivigliano di Coria del Rio troviamo infatti una statua a lui dedicata simile a quella civitavecchiese e una via che porta il suo nome.
Inoltre, in questo villaggio rimasero alcuni giapponesi, i cui discendenti ancor oggi portano il cognome Jápon. Anche in Messico, ad Acapulco, un busto e un’iscrizione commemorano la sua spedizione.

 

 

Oltre la moderna statua realizzata in Viale Guglielo Marconi, il ricordo del legame tra Civitavecchia e il Giappone si ritrova anche nella chiesa dei Santi Martiri giapponesi.
Nella chiesa, che commemora le 26 vittime del 1597, troviamo inoltre un dipinto dall’iconografia davvero particolare: la madonna con il kimono di Luca Hasegawa (1897-1967). In questo affresco, Maria e il bambino, oltre ai vestiti che richiamano la tradizione nipponica, rivelano dei tratti orientali.

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Accanto alla madonna troviamo San Francesco Saverio e San Francesco d’Assisi, riferimento ai francescani perseguitati in Giappone.  
Hasegawa ha inoltre voluto raffigurare Santa Fermina, patrona di Civitavecchia, ponendola proprio di fronte al samurai e diplomatico Tsunenaga.

Tracce di questa storia curiosa e poco nota emergono però anche a Roma.
Una lunetta della sala dei Corazzieri al Quirinale rivela infatti l’affresco di Tsunenaga attorniato dalla sua delegazione.
L’opera di Giovanni Lanfranco, voluta da Papa Paolo V, ci ricorda così l’importanza della diplomazia, in grado di riavvicinare mondi che sembrano distanti non solo geograficamente.

 

 

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