Tour artistico-architettonico del Verano

Le origini del Cimitero Monumentale del Verano risalgono all’occupazione francese quando, nel 1809, fu esteso anche agli Stati Romani il divieto napoleonico di sepoltura nei centri abitati.
Varcando le soglie dell’ingresso monumentale entriamo in quella che fu concepita come una vera e propria città dei morti, nonchè un museo a cielo aperto. L’area più antica ha sede nel Quadriportico, fulcro dell’azione costruttiva di Virginio Vespignani, architetto di fiducia di Pio IX con cui i lavori di costruzione del cimitero vennero portati a compimento dopo molti decenni di stallo.
Sculture, piccole architetture e pitture si succedono in continuità, illustrando il panorama artistico romano della seconda metà dell’Ottocento.
Camminando all’interno del quadriportico, ci accorgiamo che a dominare è indubbiamente il linguaggio classico: la maggior parte delle tombe a muro si ispira al gusto neorinascimentale, ma non mancano esempi tipici di quello che fu definito eclettismo ottocentesco.
Di fronte a tutto questo rare sono le eccezioni, di cui, la più famosa è sicuramente l’affascinante Angelo della Notte di Giulio Monteverde.

Salendo al Pincetto Nuovo, ci inoltriamo in una nuova fase costruttiva del cimitero: qui troviamo cappelle sparse in un vero e proprio giardino all'inglese. Queste piccole architetture sono caratterizzate da decorazioni ed inserti di quella che possiamo definire “arte applicata”: spiccano, tra tutti, le vetrate di “mastro Picchio”, Cesare Picchiarini.

Nell’ultima parte del nostro percorso, percorrendo i viali densi di costruzioni e arredi funebri, ci troveremo di fronte al fitto susseguirsi di cappelle a due piani: qui incontreremo Giuseppe Sacconi, Pio e Marcello Piacentini, Gaetano Koch, Cesare Bazzani,  protagonisti del dibattito intorno alla definizione di un nuovo stile da adottare per ridisegnare il volto di Roma, all'indomani della conquista del ruolo di Capitale.

Prossimo tour: 28 ottobre 2018